L`udito nei bambini

I bambini sono il nostro futuro!

 

 

 

I bambini sono il nostro futuro!

Se riusciamo a farli entrare nel complesso e variegato mondo di suoni che caratterizza la nostra vita, moderna e frenetica, possiamo aiutarli a sviluppare le capacità uditive necessarie per costruirsi un futuro.

L'udito è uno dei sensi più importanti per un bambino.

Attraverso di esso i bambini sviluppano la capacità del linguaggio e della comunicazione, imparano a riconoscere diversi suoni, come quelli di pericolo, e imparano ad apprezzare la musica.

Se l'ipoacusia nel bambino viene trattata in tempo e con le dovute soluzioni non ci sono ripercussioni sull'acquisizione di tutto questo.

Con l'aiuto della tecnologia in campo protesico, il bambino potrà tranquillamente prendere parte alla vita quotidiana e sviluppare il linguaggio.

Le informazioni che sono contenute di seguito sono solo a scopo di aiuto, per capire come funziona l'udito in un bambino e le fasi dello sviluppo del linguaggio, i vari tipi di ipoacusia e come proteggere l'udito del vostro bambino, sicuramente possono essere necessari approfondimenti, informazioni ulteriori e risposte per trovare una soluzione.

 

Come funziona l'udito?

 

Se conosciamo la base anatomica e il funzionamento dell'udito, risulterà più facile individuare le condizioni che potrebbero influire sull'udito del bambino.

L'orecchio umano è diviso in tre sezioni principali, orecchio esterno, medio ed interno.

L'orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare che raccoglie le onde sonore e le incanala nel condotto uditivo esterno, questo ha lo scopo di amplificare le onde sonore e di inviarle al timpano.In risposta al movimento provocato dalle onde sonore, il timpano vibra.

Nell'orecchio medio sono situati tre ossicini(martello, incudine e staffa), che iniziano a vibrare anch'essi amplificando i movimenti del timpano e trasmettendoli all'orecchio interno.

Proprio qui troviamo il vero e proprio organo sensoriale, la coclea, formata da una spirale piena di liquido.

Quando gli ossicini dell'orecchio medio fanno vibrare il liquido all'interno della coclea, si mettono in funzione migliaia di cellule, cigliate sensoriali, che producono scariche elettriche infinitesimali sotto forma di segnali che viaggiano lungo il nervo acustico per raggiungere il cervello dove poi vengono elaborati i suoni.

 

L'ipoacusia nei bambini

 

Prima della nascita, nei primi mesi di vita o nel periodo della infanzia, esistono svariate circostanze che possono limitare la capacità del bambino di sentire correttamente.

Esistono due tipi di ipoacusia, la trasmissiva e la neurosensoriale.

L'ipoacusia trasmissiva si verifica quando l'orecchio interno funziona correttamente, ma vi sono dei danni a livello dell'orecchio medio o esterno. Di solito è temporanea e curabile.

Possiamo simulare una ipoacusia trasmissiva tappandoci le orecchie con le dita, i suoni saranno più attenuati mentre la nostra voce risulterà amplificata.

Le sue principali cause possono essere il cerume, quando se ne accumula troppo nel condotto uditivo può formare una sorta di tappo che impedisce alle onde sonore di raggiungere il timpano, può essere ammorbidito con appositi medicinali da inserire nel condotto uditivo, allo scopo di farlo fuoriuscire, oppure può essere rimosso da un medico otorino. Non si devono mai usare i bastoncini di ovatta perchè il loro uso potrebbe spingere il cerume più all'interno o lesionare il timpano.

Un altra causa è riconducibile ai corpi estranei, che per qualche motivo vengono inseriti accidentalmente nell'orecchio, come perline o cibo, possono bloccare i suoni o lesionare il timpano.

Inoltre l'orecchio medio può essere bersaglio in età infantile di numerose infezioni.le principali sono la media, la sieromucosa e l'otite del nuotatore.

L'otite media è la causa più comune di ipoacusia trasmissiva nei bambini. Si intende una serie di infezioni che colpisce l'orecchio medio e si stima che l'85% dei bambini almeno una volta nella vita soffra di questo problema. I due tipi più diffusi sono quella media acuta e la sieromucosa.

L'otite media acuta può provocare dolore alle orecchie, febbre, irrequietezza e un calo uditivo.

Si può guarire con antibiotici se presi in tempo, può portare alla rottura del timpano con fuoriuscita di pus o a danni ancora più gravi.

L'otite media sieromucosa è spesso una conseguenza di una otite media. Si verifica quando nell'orecchio medio rimangono dei liquidi che impediscono la vibrazione del timpano ed il movimento degli ossicini. Questa condizione può portare ad una ipoacusia lieve o moderata e può anche avere influenza sullo sviluppo del linguaggio.

A volte l'otite sieromucosa guarisce da sola, altre volte serve l'aiuto di una terapia antibiotica,ma nei casi più particolari è possibile inserire un tubicino di ventilazione timpanica per bilanciare la pressione e drenare il liquido.

L'ultima infezione si chiama orecchio del nuotatore, molto dolorosa e nasce quando nel canale uditivo rimane dell'acqua dopo aver fatto il bagno o nuotato. Può causare una infiammazione del condotto uditivo con perdita temporanea dell'udito.

L'ipoacusia neurosensoriale, causata da una disfunzione della coclea o dei percorsi uditivi verso il cervello, spesso è presente sin dalla nascita.

Può essere causata anche da esposizioni eccessive al rumore, dall'età o da farmaci ototossici.

È irreversibile, non si può curare con farmaci o interventi chirurgici, va da lieve a profonda come gravità.

La soluzione nella maggior parte dei casi, per aver un minimo giovamento, è l'utilizzo di apparecchi acustici o in alcuni casi di impianti cocleari.

Infine può verificarsi una combinazione di entrambi i tipi di ipoacusia citati,con un danno a carico di ogni settore del apparato uditivo, si chiama ipoacusia mista.

 

Fasi di sviluppo della comunicazione

 

La coclea, l'organo sensoriale dell'udito, è completamente formata e consente al bambino di sentire già attorno alla ventesima settimana di gestazione.

Il bambino possiamo dire che può ascoltare sia i suoni provenienti dalla madre che quelli provenienti dall'esterno ancora prima di venire al mondo.

Dopo la nascita la sensibilità cocleare del bambino aumenta ed è simile a quella di un adulto, ma il neonato deve ancora apprendere come usare questo senso per porre le basi della comunicazione.

Una delle più precoci e semplici funzioni che il bambino sviluppa,e che possiamo facilmente osservare, è la localizzazione, ovvero la capacità di individuare la sorgente sonora.

Dato che sentiamo da due orecchie possiamo localizzare la provenienza dei suoni con precisione assoluta.

Quando il neonato sente un rumore forte spalanca gli occhi e li muove, è un riflesso noto come “startle” o riflesso di allarme.

Crescendo, verso i cinque mesi di vita, si osserva una migliore capacità di localizzazione, anche il leggero rumore di un campanellino o un sussurro porteranno il bambino a girare la testa verso la sorgente sonora.

Man mano che cresce affina la capacità di ascolto e presta sempre più attenzione ai suoni che provengono dal mondo.

È di fondamentale importanza verificare non i rumori forti, ma come reagisce il neonato in presenza di suoni di bassa entità.

Ci sono varie fasi dello sviluppo del parlato e del linguaggio nel bambino.

 

A 9 mesi mostra di comprendere parole come mamma, papà, ciao e no.

A 10 mesi inizia a trasmettere i primi suoni similari al parlato, sillabe collegate fra loro, da-da-dada, e in questo periodo pronuncia la prima parola compensibile.

A un anno pronuncia una o più parole di senso compiuto.

A 18 mesi comincia a comprendere frasi semplici, riesce a ritrovare oggetti di uso comune su richiesta ed indica le parti del proprio corpo. Dispone di un vocabolario di 20-50 parole e utilizza delle brevi fasi per esprimersi.

A due anni di età il vocabolario si è ulteriormente ingrandito, arriva almeno a 150 parole, le collega fra loro per formare frasi semplici. Ha la capacità di restare seduto e ascoltare brani a voce alta.

Dai tre ai cinque anni di età il linguaggio viene utilizzato per esprimersi in maniera più completa, esprime desideri, pone domande e raccoglie informazioni. In età prescolare dovrebbe capire quasi tutto quello che gli viene detto ed avere un vocabolario di 1000-2000 parole ed è in grado di collegarle fra loro per formare frasi di senso compiuto.

Queste fasi sono semplici e molte empiriche per la maggior parte dei bambini, ma se un bambino presenta un ritardo superiore ai 2-3 mesi rispetto ai gruppi di età citati, potrebbe indicare un qualche problema uditivo o un ritardo nello sviluppo del linguaggio.

 

Quali sono i sintomi di difficoltà uditive?

 

A volte la mancanza di una risposta viene attribuita alla disattenzione.

Dobbiamo verificare con certezza se le risposte incoerenti o la mancanza di una reazione, in presenza di rumori o frasi, non dipendano dalla impossibilità di sentire ciò che viene detto.

I sintomi più diffusi in un bambino possono essere ricondotti a una incapacità a accorgersi se qualcuno parla con lui fuori dal suo raggio visivo, la presenza di uno sguardo sorpreso o spaventato quando si accorge di essere stato chiamato per nome, utilizzo di espressioni come “eh?” oppure “come?”, una eccessiva attenzione al viso di colui che parla, eccessiva vicinanza alla televisione con un volume normale oppure un utilizzo eccessivo del volume senza motivi apparenti, scarsa reazione o nulla difronte a rumori forti.

Il sintomo più importante però rimane uno solo, un ritardo nello sviluppo del linguaggio.

 

Indicatori e prevenzione dell'ipoacusia

 

Esistono fattori che indicano un rischio di ipoacusia?

Si!

Se avete dubbi o incertezze rivolgetevi ad un medico audiologo o al vostro medico di famiglia.

Di seguito vengono elencati quei fattori di rischio che potrebbero incidere e aumentare la possibilità di ipacusia.

Dalla nascita fino a 28 giorni di vita

  • mancato superamento screening neonatale

  • anamnesi familiare di ipoacusia neurosensoriale infantile ereditaria

  • infezioni durante la gravidanza

  • malformazioni cranio-faciali, comprese quelle che colpiscono orecchio o padiglione

  • peso alla nascita inferiore di 1500 gr

  • livelli di bilirubina nel sangue più alti del normale

  • utilizzo di farmaci ototossici

  • meningite batterica

  • indice di Apgar basso alla nascita

  • ventilazione meccanica della durata di 5 o più giorni

Da 29 giorni a 2 anni

  • dubbi sui tempi di sviluppo delle capacità comunicative

  • meningite batterica o altre infezioni

  • trauma cranico associato a perdita di conoscenza o frattura cranica

  • medicinali ototossici

  • otite media siero-mucosa prolungata oltre i tre mesi.

Ma allora come posso proteggere l'udito del mio bambino e prevenire l'ipoacusia?

Una delle cause più comuni di ipoacusia neurosensoriale è l'esposizione ai rumori.

Determinati livelli di rumore potrebbero causare danni sia temporanei che permanenti.

Veicoli, lettori mp3 o macchinari molto rumorosi possono arrecare danni all'udito ma anche alcuni giocattoli o giochi o certi concerti rock.

I bambini devono conoscere i rischi dell'esposizione al rumore e spiegare loro se necessario come usare le protezioni per le orecchie.

 

Cosa fare se sospettiamo che il bambino soffra di ipoacusia?

 

La prima cosa che dobbiamo fare è chiudere aiuto e consiglio al medico di famiglia, questi ci indirizzerà verso una visita audiologica.

Questo genere di valutazione determinerà se esiste o meno un problema di udito.

Nessun bambino è troppo piccolo per essere sottoposto ad una valutazione audiologica perchè la tecnologia moderna consente anche ai neonati di controllare l'udito.

Lo scopo della valutazione audiologica è quella di determinare se l'ipoacusia è effettivamente presente ed in caso, valutare il grado e il tipo.

Ma come facciamo a a valutare tutto questo?

Esistono degli esami specifici come:

  • test audiometria comportamentale, si richiede al bambino di rispondere in un modo qualsiasi a dei suoni molto deboli. Per i più grandicelli il test può essere fatto anche come gioco, mentre per i neonati il test di verifica migliore è quello in cui rispondono agli stimoli acustici girando la testa verso la sorgente sonora.

  • Potenziali evocati uditivi ( ABR-auditory brain response), per i neonati o bambini piccoli che non possono essere sottoposti con una metodologia attendibile ai test comportamentali, si utilizza un test come abr per determinare il funzionamento del percorso uditivo al livello del tronco encefalico. Le risposte sono registrate e ci permettono di stimare l'udito.

  • Otoemissioni acustiche (OAE), questo è l'unico test che ci permette di verificare se la coclea funziona oppure no. Vengono inviati dei suoni all'orecchio del bimbo e un microfono registra le risposte. Questo test ci da risposte sulle cellule ciliate sensoriali della coclea.

  • Timpanometria, questo esame determina la qualità del funzionamento del timpano e dell'orecchio medio. Un leggerissimo soffio d'aria viene inviato al timpano e si misura la vibrazione in risposta, se non vibra significa che potrebbe esserci la presenza di liquido dietro il timpano(magari una otite siero-mucosa), se la pressione è negativa il bambino rischia di sviluppare una infezione.

 

Abbiamo visto praticamente tutto dell'orecchio del bambino, ma come si possono risolvere i problemi qualora si presentano?

Dopo aver fatto una diagnosi precisa, dobbiamo scegliere ed applicare la tecnologia più adatta e nel minor tempo possibile affinchè il bimbo possa godere sin da subito di un mondo di suoni e recuperare l'udito.

Nei casi di ipoacusia molto grave la soluzione potrebbe essere un impianto cocleare, costituito da un elettrodo impiantato chirurgicamente all'interno della coclea e da una parte esterna.

Nei casi più lievi, un apparecchio acustico riesce a risolvere molto bene tutti i problemi dell'udito e amplificando i suoni può aiutare i bambini di qualsiasi età.

Per i bambini più piccoli si ricorre di solito a apparecchi posizionati dietro l'orecchio, BTE, sono disponibili in svariati colori e anche vivaci, coprono una vasta gamma di sordità.

Per i più grandi si può ricorrere anche ad apparecchi interni alle orecchie, ITE, sono fatti su misura del condotto uditivo e quindi totalmente personalizzati, coprono svariate sordità.

Esiste infine una enorme gamma di accessori per facilitare la vita del bambino e fargli sentire meglio, tv, radio, cellulare e ogni dispositivo bluetooth.

 

 

In conclusione è giusto sapere che nel nostro paese vi sono aiuti da parte della regione e dello stato per bambini al di sotto dei 18 anni di età, per comperare le protesi acustiche e per le assistenze e le visite.

L'ipoacusia non è un fenomeno da trascurare ed anche una lieve può ritardare lo sviluppo del linguaggio del bambino. Ricordiamo che la comunicazione verbale è il mezzo tramite il quale il bambino si sviluppa e fiorisce.

Occorre attribuire al bambino l'attenzione che merita.

 

QUESTA GUIDA E' STATA FATTA A PURO CARATTERE ILLUSTRATIVO E OFFRE INDICAZIONI GENERALI PER CONSENTIRE DI CONTROLLARE L'UDITO E LO SVILUPPO DELLE CAPACITA' COMUNICATIVE DEL BAMBINO.

NON ABBIATE PAURA A CHIEDERE ED INFORMARVI PRESSO IL VOSTRO MEDICO DI BASE, UNO SPECIALISTA O PRESSO DI NOI.